Case History 2 : l’esposizione che vorrei…..

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La scorsa settimana abbiamo parlato della corretta gestione delle gondole in farmacia, mostrandovi una foto che presentava errori macroscopici di gestione. Oggi voglio proporvi una nuova foto, questa volta interessa l’esposizione a parete del reparto celiachia!

Questa esposizione è presente in un angolo buio della farmacia ed è illuminata da faretti seppur l’illuminazione risultante non è delle migliori. Ad ogni buon conto secondo voi ci sono degli errori?

Anche in questo caso l’approccio deve essere costruttivo e non distruttivo e per tanto partirei con il porvi una domanda fondamentale:

[quote_left]Cosa vi comunica questa esposizione?[/quote_left]

Partire da questa valutazione è fondamentale per poter capire cosa poi in definitiva un’esposizione deve comunicare.

Ebbene, tralasciando la presenza di spazi vuoti, l’idea che si ha è sicuramente di un reparto poco gestito, magari a fronte di un numero basso di clienti specifici.

Il messaggio che più traspare è trascuratezza.

Sembra quasi che i prodotti parlino da soli, un po’ ammaccati e piegati, tanto da dire non ci interessa presentarci!

I colori sono fondamentali in questo reparto perché identificano l’azienda e il fatto che siano molto forti non fa altro che sottolineare o rimarcare alcuni errori macroscopici.

Possiamo avere due o più aziende, l’importante è che ci sia un assortimento bilanciato e una scelta oculata, se questo infatti cade più a favore di un’azienda che di altre allora il corretto posizionamento dei prodotti assume un ruolo fondamentale.

In questo caso la Schar è quella che presenta il numero maggiore di referenze a discapito della Biaglut o della Dieterba. Ciò vincola la scelta del tipo di esposizione e della metodica da adottare.

L’esposizione deve essere sempre e costantemente monitorata, e mai abbandonata a se stessa e inoltre deve essere chiara e permettere il confronto qualora ho più tipologie di prodotto. Nel campo alimentare si segue la stessa logica delle GDO, posizionando i prodotti per categoria e per tipologia .

Così si procederà per ripiani inserendo la pasta nei punti più alti visto che è un bene di prima necessità e viene sempre ricercato, lo stesso farò per le farine o il pane mettendoli in basso perché più pesanti, mentre al centro inserirò i prodotti di alto profilo per l’acquisto d’impulso, come merendine , biscotti e cioccolate!

Anche qui sfrutto le regole della corretta esposizione e delle varie altezze espositive.

Tutto questo però tenendo presente i colori, le marche e le aziende, infatti il risultato finale deve essere armonioso e non caotico e confusionario!

Ogni settore espositivo segue una sua logica interna in ragione della tipologia di prodotto, per tanto non cercate di applicare questa stessa logica a settori diametralmente opposti, in quanto potrebbe risultare infruttuosa!

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