DDL concorrenza, Renzi e le farmacie: il parere di Pasquale Sechi .

Sono giorni intensi quelli che guardano le evoluzioni delle decisioni del governo Renzi circa la liberalizzazione dei farmaci di fascia C e il DDL concorrenza. A quanto pare non sarà questo il caso, si regolarizzerà solo la titolarità delle farmacie stesse permettendo l’ingresso a società di capitali, ma per guardare il tutto con occhi un po’ più critici e soprattutto con gli occhi di chi vive la professione abbiamo chiesto a Pasquale Sechi , farmacista nonchè fondatore  della pagina Facebook “La Casa dei Farmacisti” , pagina di successo che vede più di 3000 farmacisti discutere dei temi attuali del comparto.

Cosa ne pensa del nuovo decreto sulla libera concorrenza? Come vede il futuro della professione?

Forse è ancora presto arrivare a conclusioni anche perché il percorso per l’approvazione del DDL é ancora lungo e pieno di insidie. Se, per ipotesi, non dovesse subire modifiche non sarebbe altro che la ratifica di un fatto ormai presente da tempo nel mondo della farmacia e cioè l’ingresso del capitale in modo ufficiale. Non sarei tanto sicuro che potrebbe esserci una corsa del grande capitale per accaparrarsi le farmacie come non credo che le loro attenzione sarebbe rivolta verso le farmacie in sofferenza. Le eventuali catene nascerebbero nel rispetto di obiettivi e possibilitá di crescita. Inoltre non vedo l’ingresso del capitale in un mercato dove non potrebbe determinare una crescita positiva. Si potrebbe pertanto ipotizzare, con l’ingresso del grande capitale una remunerazione ed una convenzione favorevole per tutti. Compresi coloro i quali non faranno parte delle catene.

In questi giorni abbiamo assistito ad una lotta intestina tra titolari di farmacia e titolari di parafarmacia: quanto pensa che il malcontento e la delusione dei tanti farmacisti non titolari abbia contribuito alla lenta decadenza del sistema farmacia che non ha saputo lottare in maniera coesa contro un sistema che molto spesso è governato da interessi economici?

Penso si sia trattato di una gestione strumentale del malcontento che è poi comune a tutte le professioni, ma che ha avuto troppi giochi di potere, a volte mal riposti, nel campo farmaceutico. Le nostre universitá sono state a guardare anzichè proporre vie alternative all’univo sbocco della titolaritá della farmacia. La programmazione era necessaria e le specializzazioni riconosciute tipo la nutraceutrica, la cosmesi, la galenica avanzata e tanti altri. I proprietari di Parafarmacia anzichè cercare il Loro nemico fra i titolari di farmacia avrebbero dovuto ricercarlo creando i distinguo fra loro e i tanti proprietari di Parafarmacia non farmacisti. Avrebbero inoltre dovuto battersi perchè venisse riconosciuta l’incompatibilità fra la titolartá della farmacia e la propritá della Parafarmacia. Avrebbero inoltre dovuto lottare con tutte le forze perché venissero assegnate le farmacie individuate per il concorso straordinario di cui non si vede ancora la fine. La Parafarmacie sono nate per opportunismo politico e per queste sono state usate con grande cinismo per poter concedere alla GDO il mercato del farmaco senza ricetta, ma i farmacisti proprietari di Parafarmacia hanno trascurato questo aspetto.

La mia previsione sulla farmacia del futuro vedrà un’unica persona a dispensar ricette con tempi di attesa lunghi e squadre di farmacisti dedicati alla vendita dei prodotti,e il paziente cercherà il consiglio in altri luoghi. Leggevo di un articolo in cui si parla dei farmacisti dicendo che per gli ultimi 20 anni non hanno fatto altro che sponsorizzare prodotti di altri; è una dura realtà che ne pensa del conflitto professionale che oggi il farmacista vive, tra eticità e commercio?

Non sarei così pessimista. Vero è che il farmaco, soprattutto quello a carico del SSN avrà sempre minori margini di redditivitá, ma è anche vero che la Farmacia dovrà assoggettarsi ad una rifondazione radicale e cavalcare il cambiamento. Il farmacista attento ed accorto che si dedicherà alle analisi di prima istanza, per esempio, non lo farà pensando al guadagno immediato derivato dalla sola prestazione, ma farà un’operazione di presa in carico del paziente che mai ha dedicato del tempo alla cura di se stesso. C’ è nelle librerie un libricino di facile lettura dal titolo ” Chi mi ha spostato il formaggio” che narra di topolini che vivevano felici nella loro tana colma di formaggio finchè un giorno non trovano più il formaggio. Bene, ora noi siamo nella situazione del topolino cui hanno spostato il formaggio. Non è una buona scelta mettersi a cercare il formaggio perduto, ma studiare il cambiamento anche del regime alimentare. Senza snaturare la nostra funzione di Vigili della salute, ma rendendo questi ruolo complementare ad altri ruoli altrettanto qualificanti e remunerativi. Anche i farmacisti devono campare!

Photo:il sole24ore

Autore

Nunzia Maria Tinelli

Cosmetologa e Coach

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