La comunicazione: una giusta risorsa in farmacia

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Comunicazione, termine abbondantemente utilizzato in diversi ambiti e settori, termine che molto spesso vediamo usato e stra-usato in mille modi, senza renderci conto, alcune volte, del suo peso e del suo reale significato.

E dunque , cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, cerchiamo di capire come la comunicazione e soprattutto le tecniche di comunicazione, possano rappresentare per la farmacia un reale valore aggiunto.

Si parla di Comunicazione nel marketing, quando si vuole lanciare un messaggio, evidenziare valori, tradizioni, costumi, usanze, tutto ciò che in realtà potrebbe raccontare la storia di una realtà imprenditoriale e avvicinarla alle storie vissute dai propri clienti; mentre parliamo di comunicazione in generale soprattutto quando cerchiamo di interagire con altre persone, di far in modo che il messaggio che noi vogliamo mandare venga recepito nel modo in cui noi lo abbiamo formulato e raggiunga il fine per il quale esso stesso è stato creato.

Tuttavia, sebbene questa condizione sia quella più auspicabile e ambita e il più delle volte è disattesa, perché si è portati a comunicare guardando solo la propria parte e mai le modalità comunicative proprie della persona che abbiamo difronte. Questo vale in farmacia, nel rapporto cliente-farmacista, nel rapporto farmacista-farmacista, titolare-farmacista o in qualsiasi altro contesto sociale.

In generale se non riusciamo ad essere efficaci nella comunicazione , molte volte dobbiamo investigare la nostra modalità di comunicazione piuttosto che ricercare sempre la causa all’esterno. Perché la corretta comunicazione parte dalla formazione di una buona squadra di lavoro interna e si esterna nella gestione diretta con il cliente.

Nulla può essere lasciato al caso, tutto deve essere analizzato e misurato per raggiungere il fine ultimo, la nostra comunicazione efficace.

Pertanto possiamo riassumere qui quanto in realtà andrebbe esplicitato e analizzato in dettaglio , rifacendoci a tre concetti basilari:

1) Ascoltare empaticamente senza pregiudizio: capita il più delle volte che quando si comunica e si ascolta una persona, si è sempre concentrati su se stessi e quasi mai ci si posiziona in una condizione di ascolto puro senza legare pregiudizi. La nostra mente viaggia, sentenzia e definisce giudizi prima ancora che l’interlocutore abbia completato il suo discorso riducendo i termini di ascolto e quindi bloccando di fatto la comprensione e la comunicazione del messaggio;

2) Analizzare chi abbiamo difronte e che caratteristiche ha: molto spesso ci si trova difronte persone che non fanno domande. Il farmacista invece deve saper chiedere e domandare quanto a lui serve per analizzare chi ha difronte, capirne le reali necessità e modulare la propria interazione;

3) Strutturare la nostra comunicazione su misura del nostro interlocutore : modulare la comunicazione in ragione dell’interlocutore sarà fondamentale per ottenere l’efficacia. Mi piace pensare a chi comunica usando il dialetto, come una farmacia italiana che aveva scelto per la sua comunicazione dei singoli reparti, mediante segnaletica,   non solo il nome italiano forbito , ma anche la traduzione dialettale, più immediata.

Non possiamo, dunque, esimerci dal considerare fondamentale un’attenta analisi su di noi. Chi siamo , come comunichiamo e cosa comunichiamo. Capirlo ci permetterà di ridurre gli errori della cattiva comunicazione.

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