Allarme Vaccini: informazione e operazione di Marketing

Oggi voglio parlarvi del tema vaccini che, di certo, non si trascina dietro polemiche e preconcetti, ed è per questo che voglio analizzare le due facce della stessa medaglia: quella che ha la finalità di informare il consumatore e quella che rappresenta uno dei casi di marketing più riusciti.

I vaccini, per una farmacista come me, sono da intendersi come la migliore scoperta mai fatta, perché hanno permesso in passato di debellare malattie pericolose e di migliorare la qualità di vita odierna.

Ciò detto, sarebbe assolutamente facile ed immediato chiedere ad una delle tantissime persone che ha contratto diverse malattie, come la poliomielite o la pertosse e ne porta i suoi segni tangibili, se avesse preferito vaccinarsi o meno, sarebbe altrettanto facile chiederlo a quelle mamme che hanno vissuto 9 mesi di gravidanza con l’incubo che il figlio nascente potesse non essere sano a causa della toxoplasmosi, ma è molto più semplice invece sentirsi padroni della vita di altri, dei nostri figli e non solo, decidere della loro salute, anche se in realtà non ne siamo padroni per nulla.

Ed è proprio nell’era dei Social Network che , complice il mio lavoro, assisto sovente all’evoluzione del rapporto medico-paziente e a come questa, in alcuni casi, abbia diametralmente stravolto proprio la figura del medico, eliminandola  e attribuendo la stessa al parere popolare, come si farebbe per la scelta di un buon ristorante su TripAdvisor.  Certamente questo mi sconvolge, non solo in qualità di professionista sanitario, ma anche in qualità di mamma e di utente e innegabilmente l’allarme vaccini ne è una diretta conseguenza.

Ed è proprio in questo scenario, quando il Ministero della Sanità denuncia il calo dei vaccini, che si innesca un processo virale che a pensar bene sarebbe dovuto partire proprio dalle istituzioni, o avrebbe ben visto l’intervento di professioni sanitarie come quelle del farmacista, ma che in realtà nasce da una mamma, una mamma attiva sui social !

In pochissimo tempo si attiva una campagna #io vaccino no alla #disinformazione, una campagna virale che conta in pochissime ore tantissime visualizzazione e rende nota su tutti i media l’autrice e il suo profilo.

Un’azione di marketing mirata che ha risposto ad una semplice domanda, a una semplice necessità di sapere e di approfondire una tematiche che doveva essere approfondita, ma direi quasi settata a dovere. Perché se è vero che internet è una fonte infinita di informazioni, il suo più grande limite è l’autorevolezza delle stesse informazioni. Ebbene, in quest’ottica dovrebbe muoversi la farmacia, i farmacisti, in quest’ottica la farmacia dovrebbe riprogrammare i propri valori, la propria operatività. Essere social non vuol dire creare la pagina  Facebook e vendere i propri prodotti o lanciare le offerte promozionali, essere social vuol dire entrare nel vivo del rapporto People to People ed essere funzionali a questo, essere farmacisti sul web con consigli mirati e finalizzati all’obiettivo salute e all’informazione autorevole.

Le farmacie che sapranno reinventarsi in quest’ottica potranno sicuramente iniziare a pensare seriamente ad una VALORIZZAZIONE del proprio brand farmacia, ma soprattutto a rendere fruibile anche online una professione che non morirà mai.

Autore

Nunzia Maria Tinelli

Cosmetologa e Coach

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